Ayachuco: le montagne, la stanchezza, le domande

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Ayachuco: le montagne, la stanchezza, le domande

Oggi è stata una tappa gigante! Una tappa da follia che mi ha portato più volte a dire: ma chi me lo ha fatto fare?
Sono stati tanti e lunghi i momenti difficili da superare.
La strategia? UNA PEDALATA ALLA VOLTA.

Purtroppo oggi non ho documentato le meraviglie che scorrevano al mio fianco, avevo la priorità di arrivare al termine del percorso che mi ero prefissato.
Ora riposo… tanto tanto, che domani è un altro giorno.

Ps: lungo la strada ho visto il primo lama… e il primo lama non si scorda mai!

 

Potrei dire: 124 chilometri e non sentirli! Ma chi prendo in giro?
Già questa mattina, visto lo sforzo delle tappe precedenti, sono partito molto stanco e -devo ammettere- anche un po’ scarico mentalmente. La giornata, è iniziata con una bella dose di salita, ed in vetta la temperatura credo fosse sotto i 10 gradi, anche se con un meraviglioso sole.
5 ore e mezza per i primi 25 chilometri, troppo!!!

Poi è iniziato il divertimento in discesa, nel quale sono riuscito ad osservare un po’ meglio ciò che mi circondava, anche se a velocità moderata visto il vento, che imprevedibilmente cambiava direzione: con una bici cosi carica non è il massimo, il rischio è quello di perdere la stabilità e come ho sempre detto, la sicurezza deve essere ed è alla base di questa mia prima avventura in solitaria.
Alle 17 circa, arrivato a circa 30 chilometri da Ayacucho, mi sono fermato per capire quanto mancava, visto l’orario. La luce del sole, con le ripide montagne tutte attorno, ormai era pochissima. Mi affianca un’auto con una famiglia diretta ad Ayacucho, che notata la mia provata condizione, mi ha offerto un passaggio senza nemmeno chiederlo.

C’è stato un momento oggi, e non solo oggi, di difficoltà generale in cui ho chiamato\cercato aiuto, supporto, coraggio all’Universo, ed è arrivato. Pochi scatti oggi, non c’era davvero il tempo.
Le montagne qui sono di ogni colore voi possiate immaginare.

Un’avventura, la mia prima (forse l’ultima!) in solitaria, che man mano passano i giorni risucchia tantissima energia dal mio corpo, restituendomela poi attraverso ciò che vedo e sento.
Mi manca la mia famiglia.
Mi manca mia moglie.
Mi mancano le mie figlie.

Ho incontrato fino ad ora molte persone per strada: le vedo lavorare, giocare, chiacchierare ed avverto vita, felicità, serenità in luoghi dove io non riuscirei a vivere per nemmeno un minuto. O forse si?!?

In tutte queste ore di bici c’è veramente molto silenzio attorno ma sopratutto dentro di me.
Mi ascolto e mi faccio domande, tante domande.

Ho pianto tanto oggi. Tantissimo.
Perché alla domanda “Cosa vuoi davvero dalla tua vita, Andrea?” non ho saputo rispondere.